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Berlusconi presto non sarà più Cavaliere

Nominato nel 1977 da Giovanni Leone, con la condanna all’interdizione dai pubblici uffici l’ex premier perderà il titolo. La revoca avverrà ai margini della cerimonia per i nuovi Cavalieri del Lavoro al Quirinale. Come per la nomina, si procederà su proposta del ministro dello Sviluppo Economico e il decreto sarà firmato dal presidente della Repubblica. Cioè l’ormai ben poco amato (da Berlusconi) Giorgio Napolitano.

berlusconi-caricaturaSilvio Berlusconi di pseudonimi ne ha veramente tanti. Ma a breve dovrà rinunciare forse a quello più gratificante per lui, ossia quello di “Cavaliere”. Nella suddetta data, la Corte d’Appello infatti si pronuncerà sull’esatta durata dell’interdizione dai pubblici uffici del leader Pdl e di conseguenza partirà automaticamente la procedura di espulsione dal gotha dell’imprenditoria nazionale.
L’attesa della decisione sull’interdizione significa che l’ordine dei Cavalieri del Lavoro aspetta di applicare l’articolo 28 del codice penale, che prevede che assieme ai pubblici uffici decadano anche tutte le onorificenze. Una prassi normale e obbligata insomma: “Non dipende da noi” si era giustificato il presidente Benedini.
Ma quello dell’ ex premier non è il primo caso. La stessa sorte è capitata all’ex patron della Parmalat Callisto Tanzi dopo il crack della sua azienda, per cui fu condannato per bancarotta fraudolenta. L’imprenditore (nominato Cavaliere nel 1994) ebbe la revoca nel 2010. In quel caso non si aspettò neanche il terzo grado, pressioni dell’opinione pubblica affrettarono la decisione. Decisione controfirmata sapete da chi? Silvio Berlusconi, allora presidente del Consiglio e Cavaliere del lavoro. La storia si ripete.

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