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Rivoluzione Rai: niente spot e canone in base al reddito

Il canone Rai si pagherà in base al reddito. Questa è la novità annunciata dal Governo Renzi, nell’ambito di una generale riforma della TV pubblica, che potrebbe anche portare alla creazione di un canale senza pubblicità e con la possibilità di predisporre dei pagamenti più equi, in base alla situazione economica degli italiani.RAI

Attualmente la Rai è oggetto di una profonda spending review, ma l’obiettivo del Governo è quello di recuperare i 600 milioni persi con quel 26% di abbonati che ad oggi non versa il canone Rai, anche per finanziare l’istituzione di un canale sganciato dalla pubblicità. Le ipotesi per portare alla luce l’evasione del canone erano molte: dall’agganciamento all’utenza elettrica, al parametro della residenza, per arrivare al canone adeguato al reddito. Come funzionerebbe il nuovo “equo-canone” della TV? La tassa per usufruire della visione della televisione di stato dovrebbe essere calibrata sul reddito e prevedere pagamenti maggiori per i redditi più elevati e pagamenti miniori, se non addirittura l’esenzione, per le fasce di reddito più basse, per i pensionati e per altre fasce deboli. Per misurare il reddito potrebbe essere usato l’ISEE, che viene già assunto come parametro per altri servizi al cittadino (mense, asili, ecc.). Le proposte sono tutte valide, ma il governo sembra che abbia una certa fretta di definire il restyling della Rai, anche in vista della scadenza della convenzione nel 2016. Già in autunno potrebbe esservi una consultazione via internet degli abbonati e degli addetti ai lavori. A questa seguirebbe la definizione della nuova convenzione da ultimare entro l’anno prossimo.