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Trasforma le ceneri del figlio in un diamante

Un’agenzia di pompe funebri di Conegliano ha consegnato ad un padre 55enne una pietra preziosa: nulla di particolare se non fosse che quel piccolo frammento solido di luce era stato ottenuto dalle spoglie del figlio, morto in un tragico incidente stradale. DiamanteA raccontarlo è il titolare di un’ agenzia di pompe funebri. L’uomo si era recato nel negozio per predisporre le esequie della madre e qui ha notato il materiale documentale della procedura adottata da un’azienda svizzera, specializzata proprio nella trasformazione in un diamante delle ceneri dei defunti. E’ rimasto così colpito da chiedere di rendere ‘eterne’ le spoglie del figlio ventenne, sepolto nel cimitero del paese di origine del padre. Così dopo la riesumazione della salma e la sua la cremazione, le ceneri sono state inviate in Svizzera per il processo di diamantificazione. Dopo alcuni mesi gli è stata consegnata la preziosa pietra.

Dall’urna, al diamante. Dopo l’inumazione del corpo e quella delle ceneri, ecco un terzo modo per conservare i resti delle spoglie umane. Si chiamano «diamanti della memoria».

diamante della memoriaIl processo di produzione consiste nell’estrazione del carbonio dalle ceneri o dai capelli, nel caso i resti del corpo siano troppo pochi. Il carbonio, pressato e sottoposto a temperature elevate, si trasforma in grafite. Che a sua volta, col calore, diventa un diamante grezzo. Una volta tagliato e pulito, il processo di «diamantificazione» è ultimato. Ogni diamante ha una diversa tonalità di blu che deriva dalle caratteristiche chimiche di ciascun corpo. L’intero processo si svolge a Coira.

L’azienda è nata nel 2004 da un’intuizione del ricercatore russo, Vladimir Blank, del professore tedesco VeltBrimer e di un suo allievo, Rinaldo Willy. Dal 2009 Algordanza ha deciso di aprire una filiale a Roma, anche se la produzione – circa 1.000 pezzi all’anno – si svolge esclusivamente Oltralpe. Il costo varia dai 2.600 euro per una pietra grezza da un terzo di carato, ai 20mila per uno da due carati. Sei mesi, in media, i tempi di realizzazione. «La nostra azienda» spieChristina Sponza, responsabile marketing, «è l’unica al mondo che lavora esclusivamente con ceneri di cremazione. Altre società, come viene specificato ai loro clienti, aggiungono anche carbonio minerale». In Italia, per ora, di gioielli realizzati con le ceneri del caro estinto ne vengono richiesti una decina all’anno. Dal Giappone, invece, la domanda è molto forte. «Al contrario di quanto si può pensare» continua la Sponza, «i clienti nella maggior parte dei casi non sono ricchi». Discorso diverso, invece, per i gioielli prodotti dai resti delle spoglie degli animali: «È un mercato che nel nostro Paese ancora è fermo. In questo caso i clienti sono soprattutto arabi».