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Un “naso elettronico” per difendere il made in Italy

Presto diventerà sempre più difficile falsificare prodotti alimentari e una delle armi più efficaci a difesa del made in Italy potrebbe essere il cosiddetto “naso elettronico”. E’ conosciuto come “e-nose” e non è altro che un sensore in grado di autenticazione e controllare la qualità dei prodotti. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Reggio Calabria e della Fondazione Mediterranea Terina, coordinato dalla professoressa Mariateresa Russo, sta lavorando da anni sulle possibili applicazioni di questa tecnologia nella lotta alla contraffazione alimentare.

professoressa Mariateresa Russo

professoressa Mariateresa Russo

Lo studio indirizza l’attenzione, in particolare, sull’impiego del naso elettronico per autenticare uno dei prodotti di punta delle produzioni alimentari calabresi e anche uno dei più imitati: la cipolla rossa di Tropea. Il lavoro prodotto dal gruppo di studiosi è finito anche sulla rivista americana Analytical Scientist.

La ricerca è stata sviluppata grazie a un finanziamento dalla Regione Calabria e che vede operare in partenariato alcune imprese del comparto di riferimento, l’Università di Reggio Calabia e la Fondazione Mediterranea Terina. Il progetto vede impegnati anche altri gruppi della stessa Università, oltre a Istituti del Consiglio nazionale delle Ricerca, gruppi di ricerca dell’Università di Salerno e Messina e aziende del comparto alimentare della Calabria.

“I danni causati dal falso made in Italy – spiegano i ricercatori – mettono in seria difficoltà la sopravvivenza delle nostre imprese sui mercati internazionali”. Sull’argomento è stata anche istituita di recente un’apposita Commissione parlamentare d’inchiesta.

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